Whom the telling changed
recensita da Roberto Grassi
Whom the telling changed di Aaron Reed, è uno dei migliori giochi d’IF che abbia giocato ultimamente. Il design e la giocabilità sono molto curati e la modalità d’interazione è ridotta al minimo ma molto efficace.
La cosa più significativa è che ci si lascia trasportare dal flusso della narrazione e ritengo che, in definitiva, sia questo l’aspetto più importante per un gioco d’Interactive Fiction.
Nel gioco, impersoniamo una giovane donna facente parte di una tribù che deve fronteggiare la minaccia di un’imminente invasione. Come ogni racconto che si rispetti, c’è qualcuno che si dichiara apertamente nostro nemico e rifiuta la nostra politica ‘attendista’. Molte aspettative sono riposte nel rito dell’interpretazione dei vecchi miti raccontati da un’anziana donna che ha poteri divinatori e il dovere di mantenere viva la tradizione orale.
Intorno al fuoco dell’accampamento si svolge quindi una sottile guerra dialettica basata sull’interpretazione di quanto dice l’oracolo nel tentativo di convincere gli astanti e far loro decidere se stare con noi (politica attendista) o contro di noi (politica interventista). In base alle risposte che diamo, tuttavia, la trama può cambiare considerevolmente ed equilibri e assensi consolidati possono saltare.
A mio modo di vedere, il gioco ha vinto meritatamente la Spring Thing 2005 ed è senza dubbio uno dei giochi d’IF più coinvolgenti che io abbia giocato recentemente. Merita senza dubbio di essere giocato.
