Editoriale
di Roberto Grassi
Benvenuti al numero 7 di Terra d’IF.
Vorrei festeggiare con voi i due anni di attività di questa fanzine. Due anni particolarmente intensi, in cui speriamo di avervi fatto conoscere il mondo delle avventure testuali e della narrativa interattiva con maggiore profondità, per poter così comprendere e giocare meglio i giochi del nostro genere preferito.
L’evento di questo mese è certamente la IFComp, la competizione internazionale più famosa per l’Interactive Fiction. Vi daremo i risultati e le traduzioni delle recensioni nel prossimo numero.
Come sempre, gli articoli sono di alto livello. Iniziamo con un bell’articolo di Francesco Cordella sulle relazioni tra la IF e il cinema. Proseguiamo con la traduzione in italiano di un classico: “La carta dei diritti del giocatore” di Graham Nelson, praticamente un decalogo per gli aspiranti disegnatori d’IF. Il terzo articolo inaugura un nuovo tipo di contributi: il focus su alcuni prodotti software che potrebbero interessare gli autori e i giocatori d’IF. In questo numero parliamo di Reform, un decompilatore di file per la Z-Machine.
L’intervista di questo numero è dedicata ad Aaron Reed, il vincitore della Spring Thing. È un’intervista molto interessante che contiene alcuni spunti molto importanti.
La rubrica “Design Review”, riguardante il design delle AT, si focalizza questa volta con porte da aprire e chiudere, riprendendo un interessante thread di discussione nato sul NG. Avrebbe dovuto esserci la seconda parte del gioco “Fear”, ma è rimandata al prossimo numero.
Come di consueto, il numero si chiude con le recensioni e con l’articolo di programmazione.
