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Little Falls

di Roberto Grassi e Alessandro Schillaci

recensita da Francesco Sircana

Una casa da incubo sulle rive del Mississipi

Senso di colpa, angoscia, pericolo imminente: questi gli ingredienti di Little Falls, la nuova avventura testuale illustrata realizzata da Alessandro Schillaci e Roberto Grassi, con immagini di Enrico Simonato e musiche originali di Roberto Grassi.

Un agente di polizia ligio al dovere, un incidente inaspettato che cambia la vita, la convinzione di aver perduto per sempre qualcosa (il passato). Uno psicopatico omicida in libertà, una casa da incubo sulle rive del Mississipi, sangue che cola dalle pareti (il presente).

Little Falls

In Little Falls l’atmosfera è palpabile; il profilo del protagonista adeguatamente caratterizzato, luoghi e azioni coerenti, trama al cardiopalma, con frequenti colpi di scena: mentre esploravo la tetra abitazione, ho sperimentato tutte le emozioni del thriller: mi sentivo braccato e in pericolo, percepivo l’oscura presenza del killer attorno a me, avevo sentore di orrori dietro l’angolo.

L’accompagnamento sonoro (non solo musica, ma anche effetti) merita menzione: gradevole e appropriato, contribuisce alla peculiarità del gioco, non disturba ma arricchisce; la grafica gioca un ruolo importante nel contribuire a rendere unica l’atmosfera di Little Falls (i toni scuri, l’uso delle tinte seppia, il taglio spettrale di alcune immagini): il mistero che avvolge la villa è notevole.

Nel complesso, un’avventura curata e intrigante, narrata con impegno, innovativa per via dell’uso esperto delle risorse Glulx, soprattutto coinvolgente e ricca di atmosfera e realismo (due ingredienti a mio giudizio fondamentali), sebbene di modeste dimensioni e abbastanza semplice da risolvere.

Insomma, provatela; soprattutto se vi piace il genere: è un pezzo unico nel panorama dell’IF italiana.


Altre recensioni di Little Falls pubblicate su questo numero di Terra d’IF a cura di Francesco Cordella e Roberto Bertoni