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Radicofani

di Roberto Marcarini

recensita da Andrea Rezzonico

Ancora una volta Amelia, la tua ragazza, non è accanto a te: tu sei lì, nel suo appartamento, che aspetti il suo arrivo e lei invece è a chilometri di distanza, a svolgere con passione il suo lavoro di restauratrice; la sua professione - che ha impedito alla vostra relazione di crescere - ora l’ha portata a Radicofani, un piccolo paesino sito fra le colline senesi. Qui, però, sta accadendo qualcosa: qualcosa di terrificante e di maligno che è in procinto di spezzare la quiete del paesino, e Amelia deve averlo scoperto… E nel momento in cui anche tu intuirai in quale oscura storia sia stata coinvolta, capirai che la sua assenza, forse, è giustificata…

Iniziamo col dire che il punto di forza di Radicofani, avventura scritta da Roberto Marcarini, è sicuramente la trama: una trama che non annoia, una trama che viene rinvigorita nel gioco grazie ad azzeccati sipari che interrompono le nostre azioni fornendoci particolari e sviluppi decisamente interessanti. Un altro merito che deve essere riconosciuto all’autore, inoltre, è l’aver sfruttato abilmente in talune occasioni anche la grafica statica (come ad esempio con l’enigma del cameo o con i dischi di Amelia - a proposito, questa ragazza ha dei gusti inattaccabili: Beatles e Pink Floyd!).

A questo punto vorrei passare ad affrontare i lati negativi di quest’avventura, ed è per questo che vi invito a mettervi comodi: ne avremo per molto.

Se vogliamo congedare questa pratica con una sola ma esaustiva frase, possiamo affermare che la programmazione è assolutamente inadeguata: provate a immaginare un difetto di programmazione e con tutta probabilità lo troverete in Radicofani.

Volendo sorvolare sulla circostanza che le immagini di Amelia che lentamente si trasforma possono anche infastidire, abbiamo comunque i nostri motivi per lamentarci…

Innanzitutto il parser è limitatissimo: quest’avventura ci costringerà ad una fastidiosissima “caccia alla parola”, e questo secondo me è uno dei peccati capitali degli scrittori di avventure (se poi consideriamo che anche esaminare le persone che abbiamo di fronte a volte è impossibile, allora possiamo davvero aspettarci di tutto); oltre a ciò, in alcune locazioni mancano o sono totalmente inadeguate le descrizioni, causandoci anche qualche piccolo problema di orientamento: pensiamo alla casa di Amelia, dove a causa della mancanza di una qualsiasi indicazione (es. “a nord vedi la cucina”) nei primi minuti di gioco ho rischiato di perdermi, sentendomi come un simpatico personaggio di un vecchio manga giapponese…

Inoltre, anche l’interfaccia non è molto soddisfacente e su questo punto possiamo limitarci a segnalare che se il nord è davanti e il sud è alle nostre spalle, allora l’est deve essere alla nostra destra e l’ovest a sinistra e non il contrario (guardate i pulsanti delle direzioni cardinali). Per concludere posso affermare che la sensazione che si ha giocando a Radicofani è che l’autore, dopo essersi dedicato con profitto alla trama e agli enigmi (che se non brillano per originalità almeno sono ben inseriti nel contesto nel quale si presentano), abbia deliberatamente evitato ogni minimo sforzo nella programmazione. Una volta posta in essere questa considerazione, di conseguenza non posso che augurarmi che Roberto Marcarini si rimetta nuovamente al lavoro e — prestando l’attenzione dovuta alla programmazione — rilasci una seconda versione di quest’avventura: sarebbe certamente un peccato se non lo facesse.

PRO: buona trama, intelligente utilizzo della grafica statica
CONTRO: parser limitatissimo, descrizioni più che inadeguate, interfaccia insoddisfacente.